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Dolphin Gaming è
Aiuto Mentalità |

“La Dolphin Gaming non è una Multigaming, trasformiamo i videogames in momenti di cultura ed educazione. Il progetto Dolphin Gaming si basa sulla regola “OVVIA” dei player… “AIUTO RECIPROCO”. A volte non è il gioco a rendere violenti i ragazzi ma il luogo dove giocano

Quando nasce?

Dolphin Gaming nasce da un progetto pensato dalla Dolphin Soluzioni Informatiche e sviluppato con l’ Istituto Tecnico Cartesio di Cinisello Balsamo. La Dolphin Gaming mette al centro le passioni dei ragazzi nel modo del Gaming. Oltre a saper giocare i ragazzi sono interessati alla parte gestione e sviluppo di un Team. Questi ruoli si possono sviluppare anche in giovanissima età e, al contrario di quanto la maggior parte degli adulti pensa,
i ragazzi ricoprono questi ruoli con molta serietà. Forse troppa.

Progetto Dolphin Gaming

Tutto il Progetto Dolphin Gaming è attualmente in evoluzione e il termine del progetto è a lungo termine.

1 Corso sull’Educazione Tecnologica soffermandomi sui mezzi di comunicazione e strumenti di lavoro spesso utilizzati anche per utilizzi ludici. 2 Preparazione e insegnamento a nuovi posti di lavoro non ancora diffusi nel mondoInformatico Sportivo. Tra le future figure lavorative ci saranno a Gamer Professionisti b Coaching (giocatori professionisti che insegneranno a giocare meglio giocando meno) c Sviluppatori e progettisti di Sale Lan (Tecniche di comunicazione tecnologica e configurazione apparati Informatici) d Profili professionali di Gestione di personale e attrezzature tecnologiche. Siamo pronti a portare questo progetto nelle scuole medie per insegnargli a giocare in maniera positiva e spiegandogli le problematiche che si possono incombere con l’abuso del gaming.

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Definizione di Cyberbullismo

L’uso improprio delle nuove tecnologie per colpire intenzionalmente persone indifese è stato definito “cyberbullismo” (cyberbullying nella letteratura anglofona). Esso descrive un atto aggressivo, intenzionale condotto da un individuo o un gruppo usando varie forme di contatto elettronico, ripetuto nel tempo contro una vittima che non può facilmente difendersi (Smith et al., 2008). L’aggressore può agire nell’anonimato e può diffondere le offese attraverso il web raggiungendo un pubblico potenzialmente illimitato. Il cyberbullismo (cyberbullying) mostra elementi di continuità con il bullismo tradizionale, ma nello stesso tempo presenta nuove e specifiche caratteristiche: un elevato numero di astanti (bystanders) che molto spesso non conoscono la vittima; una modalità di aggressione che non prevede una relazione faccia a faccia tra il bullo e la vittima (da cui deriva il fatto che il bullo non può vedere gli effetti del suo gesto sulla vittima e quindi non può innescare meccanismi empatici che limiterebbero gli attacchi); la possibilità per i bulli di agire nell’anonimato. Inoltre, l’elemento della ripetizione nel tempo degli atti aggressivi perpetrati dal bullo deve essere riconsiderato alla luce delle caratteristiche della comunicazione in ambiente virtuale. Un solo episodio, divulgato a migliaia di astanti, ad esempio attraverso YouTube, può arrecare un potenziale danno alla vittima anche senza la sua ripetizione nel tempo; il video o il post su un blog è sempre disponibile, può essere visto da migliaia di persone in tempi diversi. L’altro elemento che distingue il bullismo tradizionale dal cyberbullismo cyberbullying) è il richiamo allo squilibrio di potere tra il bullo e la vittima: il mezzo elettronico non necessita di un potere mediato, per esempio, dalla forza fisica. Infatti, anche una sola persona, nel chiuso della propria stanza e senza particolari doti fisiche, può compiere atti di bullismo su un numero illimitato di vittime con poche operazioni telematiche. Infine va considerato l’aspetto di intenzionalità legato all’atto aggressivo: se nel bullismo tradizionale è relativamente immediato leggere l’intenzionalità nelle azioni del bullo, nel cyberbullismo (cyberbullying) la responsabilità può essere estesa e condivisa anche a chi “semplicemente” visiona un video e decide di inoltrarlo ad altri.